O.M.G. - RIFUGIO SCAVARDA
da “LA VALLÉE NOTIZIE”
Centinaia di ragazzi che hanno lavorato al progetto: inaugurazione a giugno 2006
Lo «Scavarda» diventa «Angeli al Morion»
Il rifugio che rinasce grazie ai volontari

di Marco Patrucco

VALGRISENCHE - Ai piedi dei Rutor, a 2.916 metri di quota, sul versante sinistro orografico della Valgrisenche - nella conca sotto il ghiacciaio del Morion - sta per rinascere un rifugio. Il suo nome è «Angeli al Morion», dai più conosciuto ancora come «ex Scavarda».
Due domeniche fa è stata festeggiata la fine dei lavori estivi con una Messa concelebrata dal parroco di Valgrisenche, don Angelo Pellissier, e dai preti che prestano la loro missione con l’associazione «Operazione Mato Grosso».
È proprio quest’ultima ad occuparsi dell’opera di ristrutturazione del rifugio, distrutto da un incendio nel 1990; O.M.G. è un’associazione apolitica, senza scopi di lucro, che raccoglie fondi in Italia da destinare alle popolazioni bisognose dell’America Latina.
«Per caso alcuni nostri membri hanno appreso che l’ex rifugio Scavarda era stato messo all’asta. - spiega Carlo Corigliano, portavoce dell’O.M.G. - Abbiamo deciso di parlarne e una volta esaminate le prospettive che avrebbe potuto riservarci un’eventuale ristrutturazione, abbiamo deciso di acquistarlo.
Il recupero dell’edificio per noi rappresentava e tuttora rappresenta anche una valida opportunità per coinvolgere i giovani con una duplice finalità: avvicinarli alla montagna, educandoli al rispetto della natura ma anche portarli a prestare il proprio operato a favore di chi, meno fortunato, si trova in una condizione di vita svantaggiata
».
Ad occuparsi della progettazione degli interventi è proprio Carlo Corigliano, ingegnere, con lo studio Inart di Courmayeur.
Nel frattempo l’iniziativa ottiene anche l’appoggio dell’Assessorato regionale alle Opere Pubbliche e del Comune di Valgrisenche.
Nell’estate 2003 cominciano i lavori: «Il rifugio dispone di una superficie di poco più di trecento metri quadrati con sala ristorante, cucina, camere, servizi igienici ed un dormitorio invernale per una capacità ricettiva di cinquantadue posti letto».
Un’opera il cui costo stimato è di 400mila euro: la spesa sarebbe stata senz’altro maggiore senza il contributo concreto dei numerosi volontari dell’O.M.G. Ragazzi ospitati nel «rifugio provvisorio» attrezzato nel Capanno Crova, a 2.500 metri d’altitudine circa: i volontari hanno trasportato letteralmente «a spalle» il materiale dal fondovalle sino ai 2.915 metri dell’ex Scavarda, sfidando le peggiori condizioni meteo.
Quest’anno, dopo tre estati di lavoro (in tutto una trentina di settimane), la struttura è pressoché completa.
«Siamo a buon punto con gli impianti ed è stato posizionato il tetto...» riferisce, sospirando, Corigliano. Che aggiunge: «Il prossimo anno dovremo solamente terminare alcune finiture interne ed il rivestimento esterno in pietra. L’auspicio è di poter inaugurare il rifugio per fine giugno 2006».
La struttura, nel frattempo, sarà comunque utilizzabile grazie ad una stanza dotata di riscaldamento, che rimarrà aperta tutto l’anno.
Naturalmente è soddisfatto il sindaco di Valgrisenche, Piergiorgio Barrel. L’unico rammarico è legato al fatto che il rifugio sia stato «ribattezzato»: «Per noi è sempre stato e rimarrà il Morion, cioè la località dove sorge il rifugio, così come è importante il ricordo di Clea Scavarda, l’alpinista alla quale, originariamente, fu intitolata la struttura».
«I rifugi che ristrutturiamo sono sempre stati intitolati a persone scomparse in montagna. - conclude Corigliano - L’elenco, purtroppo, era troppo lungo e non volendo fare torto a nessuno abbiamo deciso di intitolare la struttura agli Angeli, protettori dei nostri cari scomparsi. Nel dare il nome al rifugio abbiamo voluto comunque inserire Morion, visto che ci troviamo vicino agli omonimi laghi, e Scavarda, il nome dell’alpinista deceduta a cui era precedentemente intitolato il rifugio».

La storia del rifugio
Costruito nel 1935 sulle rovine dell’ex ricovero «Tenente Alliod» (un baraccamento della Grande Guerra), il rifugio - originariamente dedicato a Clea Scavarda, sci alpinista deceduta sotto una slavina durante una gita - è stato utilizzato sino al 17 agosto 1990, quando - in seguito ad un incendio - andò distrutto.
Sino al 1949, data di affidamento della struttura ad una sottosezione del C.A.I. di Torino, il rifugio fu non custodito.
A prendersene cura successivamente fu la Guida Alpina Luigi Perret, fino al 1962.
Nel 1975 lo prese in gestione Eugenio Bovard che passò il testimone nel 1983 a remo Bétaz. Appena diciottenne, Béthaz fu uno dei più giovani gestori d’Italia.
Seguì infine il periodo di custodia di Mario Obert che, per sua sventura, fu testimone del tragico incendio del 17 agosto 1990.

Come raggiungerlo
La via più diretta per raggiungere il rifugio è quella che parte da Bonne (Valgrisenche).
Oltrepassato il villaggio si incontra, sulla destra, una strada poderale all’imbocco della quale si trovano le indicazioni per raggiungere la struttura.
Si segue per unu breve tratto la strada e poi, per i sentieri, si sale all’alpe Botzà.
Quindi ci si porta al limite superiore del bosco e, con una diagonale verso destra, si raggiungono gli alpeggi di Arp Vieille.
Passando a monte delle costruzioni, si imbocca il sentiero con segnavia 16 e si sale al ricovero Capitano Crova.
Sul sentiero via via più ripido si raggiunge infine il rifugio degli Angeli al Morion, ex Scavarda, a 2.912 metri di quota (3-4 ore di cammino)
In alternativa, è possibile raggiungere il rifugio partendo da località Béthaz di Valgrisenche.
A monte delle case si imbocca il sentiero con segnavia n. 18.
Si oltrepassa la palestra di roccia e si prosegue fino ad incontrare il tracciato n. 19.
Svoltando a sinistra con una lunga diagonale mai troppo ripida si giunge infine alla base del ghiacciaio del Morion dove è ubicato il rifugio (4-5 ore).


Sabato 17 settembre 2005
Sez. “Alta Valle”