O.M.G. - RIFUGIO SCAVARDA
Un po' di storia sul vecchio Rifugio Scavarda
da: "Guida dei Monti d'Italia - ALPI GRAIE CENTRALI: dal Col di Rhêmes al Col de La Seigne"
di Alessandro Giorgetta
(ed.: Club Alpino Italiano - Touring Club Italiano, 1985)
Carte schematiche realizzate da Alessandro Giorgetta
Disegni illustrativi e d'ascensione: Alessandro Giorgetta
Sez. III - Rifugi e Bivacchi (pp. 71,72,73)

Rifugio Clea SCAVARDA al Morion

È situato sul fianco destro orografico della Valgrisenche a 2912 m, su una spalla di uno spalto che scende dalla Testa del Rutor verso E sull’abitato di Valgrisenche, al margine meridionale del Ghiacciaio dei Morion. Ampio panorama aperto sulla dorsale che separa la Valgrisenche dalla Val di Rhémes, e sulla testata della Valgrisenche.
Di proprietà della Sezione di Torino dei CAI, è stato costruito nel 1937, trasformando un ricovero militare, e dedicato alla Signora Clea Scavarda, alpinista torinese, caduta nell’alta Valgrisenche.
Costruzione in muratura a un piano, con 32 posti letto, riscaldamento a stufa, acqua nel rifugio, proveniente dalla scarpata rocciosa sotto il Ghiacciaio del Morion. Il rifugio è custodito nella stagione estiva e nei fine settimana di primavera per lo scialpinismo.
Salite consigliabili: Testa dei Rutor dal Col del Rutor, salita su ghiacciaio, molto panoramica, EE; Becca du Lac per la cresta N, salita in ghiaccio molto panoramica, PD.

ACCESSI

  1. Da La Bethaz 1625 m; ore 3:30.
    È la via d’accesso più lunga, ma percorsa da una mulattiera ben tracciata. T+.

    Seguire la carrareccia che tra l’abitato e il fianco roccioso della montagna si dirige verso N, attraversa un torrentello e raggiunge una scarpata che sale obliquamente sulla sinistra sulla quale si innalza la mulattiera che conduce ai casolari di Miollet 1895 m (1 ora).
    Proseguendo verso sinistra (S) la mulattiera riattraversa il torrentello e procedendo sul ciglio dei dirupo contorna una balza.
    Sale quindi con numerosi e stretti tornanti la scarpata sovrastante per circa 200 metri di dislivello, per poi salire per un altro tratto a mezza costa per la dirupata fiancata sinistra orografica dei Vallone del Dard, fino a giungere nella conca terminale del medesimo vallone, formata da un’ampia sella tra la Becca dell’Aouille e uno spalto roccioso sotto le morene frontali dei Ghiacciaio del Morion.
    La mulattiera procede meno ripida traversando una successiva conca che sulla sinistra divalla sull’abitato di Valgrisenche, e ci si dirige verso il margine di una lunga bastionata.
    Si sale per il comodo pendio presso il ciglio di questa fino alla conca ove si trovano i Laghi del Morion 2804 m.
    Il sentiero sale quindi a strette curve per la successiva rampa di pietrame sotto alcuni spuntoni rocciosi, ai piedi dei quali si trova il rifugio 2912 m (ore 2:30; 3:30).


  2. Da Bonne 1810 m; ore 3.
    L’itinerario è di pari lunghezza dei precedente ma con un minore dislivello. E. (Segnavia giallo n. 3).

    Da Bonne si procede per 500 m lungo la strada asfaltata che più o meno pianeggiante si addentra lungo il fianco destro della valle a mezza costa; al primo bivio, si prende il ramo che come strada interpoderale sale a destra con numerosi tornanti nel bosco. Esce quindi dal bosco e attraverso antiche frane e poi per pascoli sale ai casolari di Meillares 2198 m e quindi sotto le pendici del M. Pelà piega a destra.
    Attraversati alcuni torrentelli che defluiscono dal Vallone di Bré raggiunge l’alpeggio dell’Arp Vieille 2200 m (ore 1:15).
    Appena a destra di una grande malga nuova, prima di un rudere di una stalla, si prende la mulattiera (segnavia n. 3) che sale per pascoli sotto alcuni salti rocciosi, portandosi a sinistra su un ampio pianoro all’imbocco della conca che culmina con la Forcla di Bré, passando presso un ricovero militare, 2411 m.
    Il sentiero si addentra nella conca, dapprima pianeggiante, e quindi comincia a salire per pietraie e detriti (in principio di stagione inventai) a sinistra del costone che culmina in alto con un roccione, subito sopra e dietro il quale vi è il rifugio.
    Dopo un primo tratto di pendenza media e un breve pianoro, il largo sentiero riprende a salire per detriti più ripidi, poggiando lievemente sulla destra, giungendo alla sommità del pendio ad un colletto tra aguzzi spuntoni di roccia.
    Superato il colletto, si scende sul versante opposto obliquando a destra sotto la cresta rocciosa, ove su un terrazzo a circa 100 m di distanza sorge la costruzione allungata col tetto in lamiera del rifugio (ore 1:45; ore 3).


  3. Al Rifugio Deffeyes ai Laghi del Rutor per il Colle del Rutor; ore 3:30.
    Interessante e panoramico percorso attraverso facili ghiacciai. F.

    Dal rifugio salire con l’it. 79a al Colle del Rutor 3373 m (ore 1:30).
    Dal colle si scende per un breve pendio di neve ai ripiani superiori del Ghiacciaio del Rutor.
    Da qui si procede con una marcia in lieve discesa vero N, tenendosi generalmente sulla destra più o meno vicini alla dorsale che corte dallo Chateau Blanc al Flambeau conseguentemente alla presenza di crepacci, fino allo sbocco del piccolo ghiacciaio tributario che scende dal Passo di Planaval.
    Qui, alla base del contrafforte che scende dalla Becca Nera, si prende piede sulle morene di destra lungo le quali una traccia di sentiero contornando la lingua del ghiacciaio conduce ai Laghi del Rutor e quindi al Rifugio Deffeyes 2494 m (ore 2; 3:30).