O.M.G. - RIFUGIO SCAVARDA
dalla “RIVISTA DELLA MONTAGNA”
Valgrisenche: rinasce a scopo umanitario il rifugio Scavarda
Sono riusciti ad arrivare al tetto prima della chiusura autunnale dei lavori, i ragazzi dell'Operazione Mato Grosso.
Il vecchio rifugio Scavarda al Rutor, distrutto da un incendio che causò anche una vittima diversi anni fa, è di nuovo in piedi, anche se rimangono diversi mesi di lavoro per renderlo agibile.
Il punto di appoggio, situato a 2912 m di quota con ampia vista sulla Valgrisenche, sulle vette circostanti il Gran Paradiso e anche sul lontano Cervino, permetterà di riprendere la tradizionale frequentazione dei versante est del Rutor e di un'importante variante dell'Alta Via n. 2 della Valle d'Aosta.
La motivazione che ha portato i volontari dell'OMG a partecipare all'asta indetta dalla Regione Valle d'Aosta per ripristinare il rifugio e a farsi carico dei pesante lavoro di ricostruzione va però oltre l'interesse escursionistico.
Come già accennato altre volte sulla Rivista, il movimento aconfessionale OMG è composto da migliaia di persone che lavorano nel tempo libero per inviare aiuti ai poveri dell'America latina, dove funzionano grazie a ciò decine di missioni, ospedali, scuole e laboratori artigianali.
La gestione volontaria e gratuita di rifugi alpini è uno dei campi in cui i ragazzi si impegnano per raccogliere aiuti e al tempo stesso vivere esperienze di arricchimento interiore.
Tra fine giugno e inizio settembre 2004, ben settecento ragazze e ragazzi si sono alternati in dieci “campi” di una settimana ciascuno, con l'aiuto di esperti dei settore, per portare a spalla i materiali dai 2200 m della malga Arp Vieille ai 2900 dei cantiere ed erigere la costruzione.
Pernottando alla vecchia casermetta Capitano Crova 2405 m, i giovani si sono spostati ogni giorno su e giù per realizzare l'opera, con uno sforzo e un entusiasmo davvero inusitati (si pensi che ogni mattone pesa 11 kg, e ne sono stati trasportati a spalle migliaia!).
L'elicottero è intervenuto per portare i lunghi travi di legno, un quantitativo di sabbia e pochi altri oggetti di grosse dimensioni, mentre tutto il resto è salito in groppa ai volontari o ai muli.
Un'esperienza molto positiva che riprenderà all'inizio della prossima estate con nuovi campi per completare il lavoro, aperti a chiunque sia interessato.
In attesa di fornire informazioni aggiornate sulle settimane 2005, ricordiamo che si può contribuire all'opera anche con donazioni detraibili all'Associazione Cordigliera Bianca Onlus, gestrice ufficiale dei rifugio, versabili sul cc 1188 del Credito Artigiano, Agenzia dì Terrazzano di Rho, ABI 03512, CAB 20501, CIN N.
F. Michieli


n° 275, Dicembre 2004 / Gennaio 2005
“Rilievi - Attualità, ambiente, cultura”