O.M.G. - RIFUGIO SCAVARDA
da “LA STAMPA”
Un gruppo di giovani alessandrini sta ricostruendo il rifugio Scavarda e cerca animali da soma
APPELLO PER TROVARE MULI E REALIZZARE UN SOGNO
Con gli introiti della gestione verrà finanziato un progetto di solidarietà nel Mato Grosso
Nell’era di Internet sembrano non esistere più i muli. Lo sa bene un gruppo di giovani di Alessandria che ha avviato un progetto a scopo benefico: la ricostruzione del rifugio Scavarda, la struttura, nella Valgrisenche, distrutta da un incendio nel 1990 la cui futura gestione servirà a sostenere l’attività dell’organizzazione Mondiale della Gioventù in Perù, Ecuador, Bolivia e Brasile. È il loro sogno e per concretizzarlo avrebbero bisogno dell’aiuto di questi animali robustissimi e adatti a portare pesi sui ripidi sentieri di montagna.
«Poter disporre di alcuni muli sarebbe la manna dal cielo», dicono questi lavoratori-studenti, «spesso non abituati a lavorare», come si definiscono. Per il momento devono però armarsi di volontà e caricarsi sulle spalle sacchi di cemento e tutto l’occorrente per continuare la loro opera di ricostruzione.
«Ci siamo rivolti anche alla locale Associazione alpini - fanno sapere -, ma la risposta è stata negativa». Eppure, nell’Adunata nazionale degli alpini, l’11 maggio ad Aosta, hanno sfilato anche alcuni muli. «Che fine hanno fatto questi animali?» si chiede questo gruppo di giovani intraprendenti il cui appello potrebbe essere raccolto da qualche ex penna nera della Valle o da militari in attività o ancora da chiunque possa mettere a disposizione alcuni muli preziosi collaboratori delle generazioni passate.
Il desiderio di portare a termine il loro progetto denominati: «Operazione Mato Grosso», è talmente forte da spingere i ragazzi ad invitare i coetanei «a raggiungere il rifugio Scavarda per curiosità, ma anche per fare - dicono - qualcosa di alternativo». «Qui - spiegano - attraversi il duro lavoro e l’amicizia, provando sulla propria pelle la fatica e il freddo abbiamo riscoperto, i valori di una vita più semplice e vera, che è forse quello che tutti cerchiamo nell’andare in montagna».
L’estate 2003 potrà essere ricordata come la stagione della «svolta» per chi si aggregherà, gruppo che, ricostruendo il rifugio, migliorerà la qualità di vita di molti giovani del Terzo Mondo.


Domenica 27 luglio 2003
Sez. “Valle d’Aosta”