O.M.G. - RIFUGIO SCAVARDA
dal “CORRIERE DELLA VALLE”
A Valgrisenche, ai piedi del ghiacciaio Moriond
Rifugio alpino rinato grazie al volontariato
A quota 2916 m s.l.m., sul versante sinistro della Valgrisenche, ai piedi del ghiacciaio Moriond, si possono scorgere su un modesto pianoro, geograficamente protetto, le poche mura che costituiscono i resti del Rifugio Alpino Scavarda, distrutto da un incendio nel 1990.
Si tratta di una meta escursionistica ben nota per chi ambisce alla Testa del Ruitor. Lo spettacolo paesistico che offrono le due vie alpinistiche è particolarissimo: il massiccio omonimo ad est ed il precipizio verso la valle centrale ad ovest.
Ad oltre dieci anni dall’incendio, che rischiò di incenerire anche la memoria storica del Rifugio, l’Organizzazione di volontariato “Cordigliera Bianca”, affiliata ad “Operazione Mato Grosso”, ha acquistato l’area in questione con il sogno di ricostruire un edificio, più moderno, sicuro e funzionale del precedente, ma al tempo stesso “rispettoso” della preesistenza.
Si tratta di una richiesta architettonica e progettuale non semplice, ulteriormente complicata dalla volontà dell’Associazione di poter dare vita e forma al nuovo edificio con manodopera non specializzata, offerta da volontari, e con materiali “poveri” frutto di beneficenza.
Partendo da un doveroso esame delle interazioni del nuovo edificio con l’ambiente naturale e da una attenta analisi dell’attività turistica che si instaurerà, ha preso vita un progetto mirato all’autocostruzione alla semplicità e ad un gusto che potesse coniugare passato e presente, tradizione e modernità.
Il risultato è un oggetto architettonico intrigante, che ricalca le dimensioni, le forme e l’orientamento del tetto del passato ma dove l’innovazione planivolumetrica ed architettonica è comunque importante. L’impianto rettangolare presenta un piccolo aggetto atto a sottolineare visivamente l’ingresso dell’edificio. Le nuove facciate, compatte, in pietra al piano terra, presentano modeste aperture e ben si coniugano con il piano sottotetto realizzato con lamiera metallica in continuità dimensionale con il livello sottostante, se non per un modesto aggetto.
La destinazione ricettiva è sottolineata dalla stessa tipologia architettonica che ricalca quella di altri rifugi valdostani con una chiave di lettura nuova ed efficace.
La radicale riorganizzazione planivolumetrica ha consentito di ottenere, pur in una costruzione di modeste dimensioni (circa 315 mq), una ampia sala ristorante con annessa cucina, un alloggio per il conduttore, servizi igienici adeguati alla capacità ricettiva e 52 posti letto distribuiti in 5 camere dormitorio, di cui una invernale. Il costo dell’opera è stato stimato in circa 400.000 euro.


Giovedì 20 novembre 2003
Sez. “Alta Valle, Aosta e Cintura”