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Michele Giannatempo
Diacono Permanente
Cerignola, 9.8.1955 - Torino, 18.6.2003
Lascerò tutti gli onori,
ma non l'onore di servire Te.
Chiamerò tutti
il giorno in cui potrò trovare
un granello della polvere dei Tuoi piedi.

Non potrò nascondere
le parole della Tua chiamata.
In tutte le parole, in tutte le azioni
proclamerò la Tua adorazione.
Lascerò tutti gli onori,
ma non l'onore di servire Te.

Gli onori che ho ricevuto nel lavoro
se ne andranno tutti lontano.
Solo il Tuo onore, ad una voce, risuonerà
nel mio corpo, nel mio spirito.

Quando me ne starò, distratto,
alla finestra nel mondo,
anche il viandante della strada
vedrà nel mio volto la Tua parola.

Lascerò tutti gli onori,
ma non l'onore di servire Te.

(da uno scritto che Michele
teneva sempre con se)

da "La Voce del Popolo" n.26 - Domenica 6 luglio 2003

"Grazie, Michele per il tuo esempio e il tuo sorriso"

Queste le parole ripetute, sabato 21 giugno, al funerale del diacono permanente Michele Giannatempo.
Il rito, celebrato nella parrocchia San Massimiliano M. Kolbe di Grugliasco, è un "dies natalis": lo sottolineano i canti, le letture e i paramenti bianche indossati dal Vescovo ausiliare mons. Guido Fiandino, che presiede la concelebrazione, dagli oltre trenta sacerdoti e da un’ottantina di diaconi.
Sono presenti anche un rappresentante del sindaco di Grugliasco con il gonfalone, una rappresentanza del comune di Volpiano, centinaia di amici, colleghi di lavoro, parrocchiani e tanti giovani.
Michele nasce a Cerignola (Foggia) il 9 agosto 1955, poi si trasferisce a Torino.
Il 9 febbraio dell’80 si sposa con Vittoria e nell’83 nasce Stefano, che poi ha seguito il cammino vocazionale nel Seminario Minore e in questi giorni ha sostenuto l’esame di maturità.
Michele è attivo nella scuola, nell’attività sociale e ovviamente, nella parrocchia di San Massimiliano Kolbe: dai Corsi di Preparazione al Matrimonio all’animazione dei gruppi Vangelo, dalla Caritas alla liturgia.
Nel Novembre del ’93 è ordinato diacono permanente dal card. Giovanni Saldarini e nominato collaboratore pastorale nella stessa comunità.
Due anni fa, il parroco don Carlo Castagneri è destinato alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Volpiano.
D'accordo con i superiori, Michele, Vittoria e Stefano si trasferiscono e vanno ad abitare nella stessa casa parrocchiale, continuando così l'esperienza di vita comunitaria già attuata a Grugliasco.
Anche nella nuova comunità Michele è animatore instancabile, infonde fiducia, crea unità.
Poi, mercoledì 18, l’infarto.
Ultimo suo dono, le cornee.
Mons. Fiandino, nell’omelia, ha osservato: «Com’è grande il dono della fede: è una luce nel buio di questi momenti, è una forza nella fragilità... I nostri morti non sono vivi soltanto nel ricordo, nelle loro opere: sono vivi e basta!».
Riferendosi al brano del Vangelo di Giovanni, sulla lavanda dei piedi, appositamente scelto, ha aggiunto: «Si è diacono sempre, non soltanto quando si indossa il camice e la stola, ma anche sul lavoro, nella comunità, perché o è servizio, o non è vita. Michele è un uomo sempre sorridente... Noi ora abbiamo la consapevolezza di una vita, la sua, spesa bene. Tocca a noi continuare perché al centro della nostra vita ci sia sempre il Signore. Mi affido a Te, Signore, mi fido di Te. E tu, Michele, benedici la tua famiglia, le tue comunità, tutti noi».
Mons. Vincenzo Chiarle, delegato arcivescovile per i diaconi, ha ricordato che il sabato precedente, al ritiro mensile dei diaconi, «Michele mi ha salutato ricordandomi di cambiare l’indirizzo negli elenchi. Ora il suo nuovo indirizzo è il Paradiso».
Al termine della celebrazione, i tanti saluti, accompagnati da lunghi applausi.
Le comunità parrocchiali di Grugliasco e di Volpiano sottolineano «la disponibilità di Michele per tutto e per tutti».
I giovani lo ringraziano «per averci dato fiducia: eri convinto che ce l’avremo fatta».
Le coppie di giovani sposi «per averci incoraggiati nel cammino e averci trasmesso la tua immensa gioia di vivere».
Don Franco Ferro Tessior, parroco di San Massimiliano Kolbe, ha concluso leggendo la preghiera trovata nel portafoglio di Michele: «Lascerò tutti gli onori, ma non l’onore di servire Te, Signore».

[Lorenzo BORTOLIN]