Noi viviamo nell'amore e...
 

Prefazione

Se voi entrate lassù nel cimitero di Petosino, vicino a Bergamo, svoltate a sinistra e poi scendete le scale, subito scorgerete una tomba con tre immagini bellissime.
Sono i miei Tesori: al centro Gianfranco, mio marito, sotto a destra Federica, la mia bambina grande, e accanto a lei la mia piccola Silvia.
Sulla stele, ben distanziata sulla sinistra, c'è un'immagine della Sacra Famiglia con un angioletto: la raffigurazione di quattro persone.
Eppure li ci sono solo tre ritratti; e il quarto? Sarà il mio: Gisella.
Una frase esprime il loro "essere":

NOI VIVIAMO NELL'AMORE.
In attesa di ricongiungermi a loro avrei voluto mettere:
NOI VIVIAMO NELL'AMORE E... ASPETTIAMO GISELLA.
Ma essi non aspettano solo me, che sono stata e sarò sempre per loro la madre o la moglie, ma anche tante persone che in terra hanno conosciuto e amato e che dal Paradiso continuano ad amare.
Quindi sarebbe stato più corretto scrivere:
NOI VIVIAMO NELL'AMORE E ASPETTIAMO TUTTI COLORO CHE AMANO, PER VIVERE ETERNAMENTE INSIEME NELL'AMORE VERO.
Nel cimitero di Ponteranica, in fondo al viale a destra, c'è un angelo: è Daniela mia nipote, e accanto a lei una scritta:
"IL SIGNORE VEGLIERÀ SU DI TE DA ORA E PER SEMPRE" Salmo 120,8.
Sono in Paradiso da oltre cinque anni (l'incidente è avvenuto il 3.9.1994): poco tempo per alcuni, tanto per altri, per me un'eternità. Mi mancano, mi mancano tanto anche se loro, pur non vivendo più accanto a me, sono sempre con me perché VIVONO IN ME!
Dopo la loro morte avrei tanto voluto morire anch'io, avrei voluto che il mio cuore si fermasse, chiedevo continuamente a Domine Iddio che ponesse fine a questa mia vita divenuta tanto dolorosa e priva di significato.
Ma i Suoi disegni non sono uguali ai nostri!
Egli aveva in serbo per me altri progetti: farmi incontrare Vittorio, farmelo amare, unirlo a me nel sacramento del matrimonio e portarmi con lui nel Paese più povero del mondo: il Bangladesh.
Voleva farmi conoscere una realtà ancora più dolorosa della mia: donne sole, abbandonate, con tanti bambini ammalati e affamati, e senza alcuna possibilità di fornire alle loro creature medicine o cibo!
Una realtà atroce che io e Vittorio abbiamo toccato con mano e di cui ci siamo fatti carico chiedendo anche la Vostra collaborazione per poterli aiutare.
La Vostra solidarietà in questi due anni (esattamente dal nostro viaggio di nozze dell’ottobre 1997) è stata grande, ma intendiamo continuare in quest'opera di coinvolgimento.
A tutti grazie, grazie dell'amore che dimostrate nell'aiutare i nostri fratelli più sfortunati.
NON TEMETE, NON TEMETE, NULLA VERRÀ SPRECATO!
Che Dio ci benedica tutti e ovunque sia lodato il Suo nome.

Gisella

 













Torna in cima